08 apr 2015

Recensione delle Recensioni

Passioni 2 Commenti

2015, Anno Domini: credo di essermi perso quel momento in cui si è passati dal diritto di opinione, al dovere di farcela sapere a tutti i costi. A questo punto, quante possibilità ci sono che il genere umano impari a il modo migliore di avere la propria opinione?

Le Recensioni, nel termine più generale della cosa, sono giudizi, pareri, opinioni e valutazioni su idee, fatti, azioni o produzioni altrui.

In generale, è un modo per giudicare un qualcosa a noi esterno e sul quale è legittimo avere il proprio parere ed altrettanto legittimo esternarlo. Se non ci fossero i giudizi altrui, non avrebbe senso alcun tipo di espressione personale o azione in se.

Piccola premessa (tanto per scaldarci): io adoro ascoltare i pareri altrui e pertanto adoro vedere, leggere, ascoltare recensioni, opinioni, valutazioni, per formare il mio pensiero, seguire qualcosa che mi appassiona (magari prima di comprarla, provarla, scaricarla) e fare qualunque tipo di disquisizione in merito. E’ proprio da questo che nascono tutte le valutazioni che faccio ed affronto in questo articolo, che come tale (da cui il titolo stesso) è una MIA recensione delle recensioni.

shocked-joey-game-of-thrones-purple-wedding

WARNING! Pippone ALERT!

Ora, va benissimo e ci sta che si possa avere un proprio giudizio personale su qualcosa e lo si voglia esprimere come si preferisce… anche in una forma errata o basato su considerazioni e valutazioni sbagliate. Se il parere è soggettivo è soggettivo anche come ci si è arrivati a quel parere e sono personali anche le conseguenze di quel parere. Assolutamente legittimo.

Ma anche l’avere un proprio giudizio può essere un’arte in se: l’arte della recensione, appunto. E non per niente è anche un lavoro o una passione in alcuni casi, e spesso il suo contenuto influenza tantissimo il giudizio di tanti altri. Per farla breve, a volte avere una propria opinione significa trasmettere quella opinione a tante altre persone – tendendo poi all’infinito questo ragionamento il mondo si potrebbe dividere tutto in una serie molto ristretta di 2-3 opinioni di qualcosa che si sono generate aggregando pareri ed un gruppo (spesso maggiore) di persone che invece non hanno alcuna opinione in merito.

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.

Voltaire #mancopecazzo

Urlo-di-Sebastian-Eriksson1-300x350Inoltre, dare un parere su qualcosa definisce il nostro gusto personale, quello che ci piace e non ci piace, come gli altri ci osservano e di conseguenza come ci giudicano. Per cui va da se che esistono anche i pareri sui pareri altrui. Recensioni delle recensioni. Giudicare il giudizio altrui e con esso giudicare chi da il giudizio.

Quindi, in buona sostanza, dare il proprio giudizio è importante saperlo fare bene. State bene attenti… con tutto quello che abbiamo appena detto, la prossima volta che darete il vostro parere su qualcosa potreste causare un disastro naturale dell’altra parte del mondo! E non è che potete aprire la bocca (o peggio nascondervi dietro una tastiera) e sparare sentenze senza saperlo fare.

Ed io, senza paura dei vostri giudizi (che sarebbero giudizi sul parere alle recensioni che sono valutazioni magari di un parere altrui in merito a qualcosa) e probabilmente violando le stesse regole che andrò ad esporre, ho preso qualche appunto e considerazione per voi (e mi aspetto altrettanto, ovviamente, nei commenti).

Il vizio del Braccobaldo

Mai cadere nella trappola del parere oggettivo.

E’ vero, so cosa pensate: è un difetto di fabbrica dell’opinione stessa il fatto che chi la ascolta si aspetta di ricevere quasi sempre un parere universale sul fatto stesso. Non diciamo boiate, quando guardiamo la recensione di un videogioco piuttosto che un telefono o leggiamo i commenti altrui su quella borsa griffata che vogliamo comprare su Amazon, oppure ci facciamo consigliare dall’amico la ragazza più baldracca della scuola con cui uscire, VOGLIAMO POTERCI FIDARE. Ci serve un parere il più possibile oggettivo per poter fare una scelta prima di vedere o provare, perché non vogliamo fare la scelta sbagliata, non vogliamo perdere tempo a farci una nostra opinione o vogliamo riciclare (da cui la teoria dell’aggregazione di cui sopra) pareri altrui.

itsatrap[1]

Questa è una cazzata. Perché l’opinione per forza di cose è SOGGETTIVA. Nessuno riesce al 100% ad estraniarsi da se stesso e porsi in una sorta di stato di onniscenza e giudicare quindi qualcosa totalmente dall’esterno. Inoltre il parere per essere oggettivo necessità di dover considerare i pareri soggettivi DI TUTTI. Altrimenti è un parere oggettivo fuori dal mondo e dalla realtà. Motivo per cui è impossibile, a meno che voi non siate Metacritic.

Per il vizio di conformità di cui dicevo poc’anzi, quindi, nel fare la recensione o dare in generale il proprio parere non bisogna MAI e poi MAI dare per scontato che si sta fornendo a chi legge o ascolta la verità assoluta, vera, provata, ed oggettiva. Non è solo questione di porsi ad un livello inferiore ed essere umili (che già comunque aiuterebbe tanto) ma proprio di non fare questa assunzione mentale nell’impostare il proprio giudizio. E non vale dire “secondo me…” se poi dentro pensiamo che le cose stiano così e basta e che il nostro parere sia l’unico degno di essere ascoltato e se questo traspare nell’altezzosità con cui magari esponiamo le nostre idee.

Non tralasciare il Contesto

Non mi stancherò MAI di dirlo… il Contesto, è importante! Sia quello dell’oggetto del recensire, sia della forma (e soggetto) espositiva. La cosa in realtà, ora che ci penso, è ambivalente. Ma andiamo con ordine.

context

Vallo a spiegare agli angolofoni, che il contesto non è importante!

E’ inutile prendere una singola azione, opera, oggetto e recensirlo o dare un proprio parere a riguardo, senza considerare tutto quello che c’è intorno ad esso. Dare un giudizio significa conoscere tutto il background in cui è immerso e da cui proviene l’oggetto della disquisizione. Per carità, i contorni si sfumano, i dettagli non sono necessari al millesimo altrimenti si finisce per distogliere l’importanza del giudizio specifico, ma è una follia ad esempio pensare di dare un parere su qualcosa realizzato 40 anni fa senza sapere cosa c’era intorno, chi l’ha creato, il contesto culturale, sociale e storico e le motivazioni fondanti dell’oggetto stesso del nostro parere. Non è una questione di cercare di essere oggettivi (cosa che peraltro non ci interessa visto il punto appena discusso), ma di avere una visione completa di quello che stiamo giudicando. Poi nello specifico possiamo dare un parere più “pratico” o decontestualizzato per motivi più disparati (in tal senso ci possiamo divertire a portare l’oggetto del nostro parere in un contesto DIVERSO perché sappiamo che esso è di interesse di chi legge o ascolta il nostro parere, e quindi sarà più utile o interessante quello che stiamo esprimendo) ma cavolo, non si può farlo se prima non siamo consapevoli (noi e chi ascolta) del contesto originario di ciò che stiamo valutando e giudicando.

Allo stesso modo, è importante il contesto di chi da il parere, quindi il nostro. Proprio perché si tratta di un parere soggettivo è importante che sia ben chiaro a chi ascolta o legge il nostro parere chi siamo, come la pensiamo (in generale), il nostro grado di conoscenza della materia e perché diamo il nostro parere. E come lo diamo! Se ci esprimiamo a gesti, rutti o scoregge la nostra opinione sarà contestualizzata molto diversamente che andando a portare argomenti, valutazioni ponderate e magari dei paragoni concreti e ben esposti.

safe_imageInfine, nel caso delle recensioni (o pareri che dir si voglia) scritte c’è sempre il rischio che non si capisca il tono del discorso, quando scherziamo, quando vogliamo essere più pungenti o quando invece stiamo sparando dentro del sano e genuino sensazionalismo. La forma della scrittura in questi casi ci viene d’aiuto (per i più GGGiovani ci sono le faccine, i meme, o la Rana Pazza come suoneria del cellulare).

Solo gli Stupidi non cambiano mai Idea

Così come il contesto di chi scrive è importante, è bene notare che esso può cambiare e modificarsi nel tempo. E con esso pertanto, può cambiare l’opinione.

 

Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione.

James Russell Lowell

Ci sono 2 tipologie di cambiamenti: quello lieve e quello negativo. Il cambiamento lieve è una specie di “aggiustamento” del proprio pensiero in merito a qualcosa. Piccole sfumature, dettagli, cose che vengono riconsiderate, nuovi elementi alla luce dei quali possiamo dei paragoni diversi, ad esempio. Molto più brutali sono quelli negativi: cambi totali di opinione su qualcosa, che ci fanno ribaltare totalmente il nostro giudizio, e magari ci fanno abiurare un nostro stesso pensiero che trovavamo tanto figo. Ecco, figo, giustamente. Perché è importante difendere il nostro parere come se ne fossimo innamorati. E che cazzo, è tutto nostro, e non ce lo possono togliere. Non possiamo esprimerci al meglio se non siamo sicuri di quello che pensiamo su qualcosa. Anche se il nostro parere è una via di mezzo tra pareri altrui o canonici, tra il giusto e sbagliato, anche se… niente, non importa, è il nostro parere e dobbiamo difenderlo come tale.

MA… dannazione! Solo gli stupidi non cambiano mai idea. L’onestà intellettuale necessaria a dare un proprio parere è anche quella che prevede la possibilità di cambiarlo, un giorno, se lo riterremo non più valido. Fatevene una ragione. Ammettendo questo concetto e facendolo vostro mentre esprimente le vostre idee personali, soggettive e contestualizzate, non svilirete le idee stesse (di cui per forza di cose sarete sicuri, altrimenti meglio starvene zitti ed attendere di formare una vostra idea) ma le rafforzerete, perché non guidate da una forte voglia di dare un parere scolpito sulla pietra, ma semplicemente guidate dalla volontà di ESPRIMERE VOI STESSI.

E non abbiate paura di andare controcorrente, di avere una opinione diversa dagli altri. Perché se è vero che in generale i pareri su qualcosa (a prescindere dalla quantità di pareri delle persone che la cosa stessa raggiunge) si aggregano ed omologano, e della vostra idea potrebbe non sbattersene nessuno, è anche vero che la vostra opinione VI DEFINISCE, voi siete quello che pensate (oltre che quello che fate, per carità, se stuprate i bambini di notte non avete diritto a fare recensioni) ed uno dei macro-pensieri che inglobano gli altri potrebbe essere il vostro, che si insinua lentamente tra le insenature, le crepe e le incertezze delle idee altrui, andando a prenderne il sopravvento. Questo perché, come ho già detto, solo gli stupidi non cambiano mai idea.

Ed in tutta onestà, a questo punto…

VOTO (score)
10/10

it_s_over_9000____by_wortmann-d6dr06t

2 commenti a “Recensione delle Recensioni”


  1. Xabaras says:

    (quel capolavoro di Benigni m’ha distratto)

    Molto bello, e mi rimanda con nostalgia anche alle vecchie questioni del braccobaldismo, anche se non sono del tutto convinto dell’ “arte del recensire”

    PS:

    “Per farla breve, a volte avere una propria opinione significa trasmettere quella opinione a tante altre persone – tendendo poi all’infinito questo ragionamento il mondo si potrebbe dividere tutto in una serie molto ristretta di 2-3 opinioni di qualcosa che si sono generate aggregando pareri ed un gruppo (spesso maggiore) di persone che invece non hanno alcuna opinione in merito.”

    qua mi son un po’ perso, confesso

    • Marco Bortone says:

      L’arte del recensire è come a voler dire che bisogna saperlo fare, che si può creare qualcosa di “artistico” (ed in generale di apprezzabile, condivisibile, ecc ecc) anche nel dare un parere su qualcos’altro di artistico a sua volta.

      Quel passaggio invece spiega che alla fine portando all’estremo l’unificarsi dei pareri delle persone su qualcosa si arriva spesso a 2-3 macro-pareri opposti tra loro.


Rispondi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: