09 mag 2013

Suonala ancora, Sam

ARC design 1 Commento

Scrivere un Blog oggi è un atto di coraggio. Ora più che mai “l’Internet” è invaso da una grande massa di utenti avidi di “Mi piace”, di “Meme” ed aggiornamenti di stato ultra-striminziti. La maggior parte dei contenuti che troviamo in rete non vanno oltre le 3-4 righe e sono solitamente un ricettacolo di idee altrui, battute riciclate, gossip, inni all’odio o tifoseria di basso borgo et similia.

Il web logging (Blog, per “i più” di cui dicevo prima) ha superato la sua grande fase di moda e crescita esponenziale e si sta lentamente assestando come fenomeno (per non parlare dei Forum che praticamente stanno diventando una specie di club privè per vecchi aficionados) – il web dopotutto si evolve a grande velocità e con la stessa velocità gli utenti vogliono assorbire informazioni, con sempre minore quantità di contenuti su cui ragionare su. Non per niente il microblogging -à la Twitter- va alla grande.

casablanca2

Cosa diavolo ci facciamo in questo Post, Sam?

Come se non bastasse, non è per niente facile iniziare a scrivere – mi chiedo come potrà essere continuare a farlo su queste pagine da oggi in poi – si avete capito bene: questa volta ho intenzione di fare le cose sul serio.

Per i più perplessi tra voi posso spiegare in poche parole… questo che vi accingete a leggere non è assolutamente il primo Blog che ho aperto – a memoria ci sono stati almeno 3-4 tentativi andati male(da Blogger ad ilCannocchiale passando per il mitico Windows Live Blog), alcuni durati neanche mezzo post (e questo mi ricorda che la mia propensione al blocco prematuro dello scrittore non è cosa recente) ed altri avanzati anche gaudiosamente per diversi mesi fino alla mia totale perdita di interesse. Non voglio dilungarmi sulla mia storia nel mondo dei Blog, per carità, perderei quei già pochi lettori che ancora credono di trovare qualcosa di interessante in queste righe (vi giuro che qualcosa troverete). Coglievo l’occasione per sciogliermi un pochino e rompere le palle il ghiaccio.

Adesso che ci conosciamo meglio sedetevi – posso offrirvi qualcosa? No, ok bene. A questo punto vi starete chiedendo – perchè questa volta dovrebbe essere diverso? Si, ecco… ci siamo quasi.

Dietro questo sito web c’è un criterio molto più ampio… potete notarlo già dalla sua struttura e contenuti (in particolare tutta la sezione dedicata alle reti sociali, di cui vi parlerò ampiamente fino a scassarvi le balle) e l’intento principe è quello di raccogliere su questa pagina web tutte le mie produzioni internettiane e tutto ciò che in questi anni (adesso che ci penso siamo ad 11) in rete ho prodotto (escludendo i lati più scabrosi).

Tutte le mie identità e presenze virtuali (per quanto possibile, ovviamente) verranno aggregate e raccolte in questo portale (dopotutto non sono io stesso il proprietario di tutti i miei contenuti sparsi per la rete… n’evvero Mr. faccialibro?) – per chi di voi è avezzo allo slang da strizzacervelli “niu midia” de noartri questo si definisce social aggregator [nota: avevo già tentato la strada di aggregazione sociale, utilizzando un tool esterno, ahimè non troppo soddisfacente a causa di limiti e pesantezza estrema].

Facebook Conference

Whoops, I shit you again

Ma guardate, c’è anche un Blog… ma bene di questo abbiamo già parlato e non vi annoierò ancora. Per concludere l’utilissimo Portfolio (ma non ci troverete dei soldi dentro), cioè la raccolta (allargata) di tutti i miei lavori, progetti e quant’altro – sicuramente la troverete piuttosto vuota nel momento in cui leggerete questo primo Post, purtroppo ci vorrà un pochino di tempo per sistemare e riempire tutto – potete comunque tenervi occupati ed inizare a conoscermi (appena le pagine di About saranno pronte potrete farlo ancora meglio) dando uno sguardo al Feed sempre presente a lato nella barra dei Widget (lo riconoscete perchè non smette di ruotare come un cane epilettico).

Ricordate quando ho detto che non averei parlato più del Blog? Beh, mentivo. In realtà non vi ho più detto perchè questa volta, dopo innumerevoli tentativi falliti, dovrebbe andare diversamente o dovrebbe comunque aver senso anche solo provarci. Per tornare alle prime righe di questo mio primissimo post nel nuovo Blog, non sono tra coloro che ripudiano il modo in cui la rete si è al momento evoluta, non faccio parte della setta dei “cancelliamoci da Facebook che è lammerda”. Sì esatto, potete cancellare il vostro commento offensivo nei confronto di uno pseudo nostalgico come me (a proposito – No, questo sito non utilizza Disqus come millemila altri Blog che avrete visitato e Sì, potete inviarmi una lettera di reclamo per questo visitando direttamente la sezione apposita).

* papparaà *

* papparaà *

Come imparerete leggendo i miei prossimi articoli (prometto che non saranno tutti pallosi come questo) sono un amante delle reti sociali e del progresso tecnologico raggiunto attualmente anche grazie alla rete, ma per carità, sono assolutamente convinto che ci sia molto, MOLTO più da leggere e sapere oltre ad un semplice Like, Post, Tweet, Hashtag, Meme, Smile, Peep, Fap e papparaà. Ci sono alcuni concetti che non riuscirei neanche ad esprimere su Facebook (ed anche se lo facessi verrebbero comunque ignorati) o che finirei col sintetizzare in talmente poche parole che rischierei seriamente di venir frainteso.

E’ per questo che avere un Blog, per me, ha senso più che mai nell’era del Web 2.0+.

Spero di avervi convinto ed illustrato tutte quelle cose principali che serve sapere per iniziare ad esplorare questo sito web: tanto e TANTO altro c’è ancora da dire ma ci sarà tempo e modo per farlo negli articoli seguenti – alcuni dei punti che ho solo “toccato” in questo primo stralcio di testo verranno senz’altro approfonditi e sviscerati come meritano.

Vi lascio da soli col modulo per condividere adesso… contrariamente a quel che sembra, non morde.

michelangelo2_120

~ COWABONGA!

*ding ding* Hai guardagnato 25exp in “comunicazione”

Un commento a “Suonala ancora, Sam”


  1. Xabaras says:

    Sappi che in qualità di Gran Maestro della Setta “Cancelliamoci da Facebook che è lammerda” ripudio altamente buona parte delle tue parole, e usa Disqus, stronzo!

    Detto ciò condivido con simbiosi quasi autobiografica tutta la prima parte del post che del resto vale pure per me medesimo tale (anche se Windows Live Blog era lammerda pure lui, mitico na ceppa!)

    Che dire, un trucebaldazzi messo li come si deve stempera sempre la tensione, e al buon Michelangelo vorrò sempre bene (ma io tifavo di più per Raffaello, che i social se li sarebbe direttamente inforchettati)

    siamo al varo (recoba?) della barca, che celebrerò con un ottima spuma del ’74, fa buon viaggio socio, e come diceva il cuoco di Mêlée Island: “Non dimenticare di scrivere!”


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